Genitorialità

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I nostri figli fanno parte della generazione dei nativi digitali e già dalla scuola primaria navigano con smartphone e tablet senza alcuna difficoltà. Non sempre però hanno consapevolezza dei rischi che la rete nasconde. Internet è un meraviglioso mezzo di comunicazione di massa e ha delle grandi potenzialità che vanno però utilizzate in sicurezza.

La polizia Postale e delle Comunicazioni insieme alla Federazione Italiana Medici Pediatri di Catania ha pubblicato una locandina con 11 semplici  regole che permettono di prevenire i problemi in cui si possono trovare le famiglie con bambini che utilizzano tablet o smarphone.

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Le regole

1- Il tablet, lo smarphone o il computer vanno condivisi; cercate di usarli insieme ai vostri figli. Ricordate che non sono dei giocattoli;

2- Molte chat o social network richiedono un'età minima (13 o 18 anni): non consentite ai vostri figli che si iscrivano magari falsificando la loro età. Rimanete accanto a loro quando creano profili e suggerite di non pubblicare dati personali (nome, cognome, indirizzo, numero di telefono, nome e orari della scuola, nomi degli amici), che potrebbero essere utilizzati da adulti malintenzionati o da potenziali pedofili;

3- Spiegate ai vostri figli che è illegale creare dei profili sui social network con nomi di altre persone: è un furto di identità!;

4- Controllate quello che fanno i vostri figli quando sono collegati e quali sono i loro interessi, spiegando loro l'importanza di non pubblicare foto o video personali che li ritraggono. Non dimenticate mai che la Rete riduce fortemente le inibizioni, quindi ricordate loro che le immagini o i video condivisi on line potrebbero non essere più cancellati;

5- Consigliate ai vostri figli di non rispondere quando ricevono messaggi su WhatsApp o su Facebook o attraverso altre chat, sconvenienti od offensivi e, allo stesso tempo, invitateli a non usare un linguaggio inappropriato;

6- Chiedete loro di leggere insieme i messaggi ricevuti. Comportarsi correttamente permette di evitare provvedimenti legali a loro e a vostro carico. Le leggi del mondo reale valgono anche su internet;

7- Stabilite quanto tempo i vostri figli possono trascorrere su internet; soprattutto, non considerate il computer un surrogato della TV. Il tablet o lo smartphone vanno spenti quando si mangia, si parla con gli altri o si dorme. Un uso eccessivo e smisurato o essere sempre connessi potrebbe causare ai vostri figli una forma grave di dipendenza;

8- Controllate periodicamente il contenuto del dispositivo (tablet, smatphone, pc) usato dai vostri figli, verificando la "cronologia" dei siti web visitati;

9- Esistono particolari software, facilmente reperibili su internet, che impediscono l'accesso, mediante appositi filtri, a siti non desiderati (violenti o pedopornografici, per esempio). Così come è importante utilizzare antivirus sempre aggiornati!

10- Spiegate ai vostri figli che può essere pericoloso compilare moduli on line o effettuare registrazioni su siti web sconosciuti. Dite loro di farlo solo dopo avervi consultato. Aiutateli a proteggere i loro account utilizzando password complesse (composti da lettere, maiuscole e minuscole, numeri, segni di interpunzione);

11- Non consentite ai vostri figli di usare la vostra carta di credito senza il vostro permesso o di comprare oggetti on line. Non consentite loro di scaricare programmi o video o musica in violazione del diritto d'autore.

 

 

 

 

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Il massaggio fa bene ai bambini. Specialmente se sono molto piccoli, anche appena nati. "Il massaggio agisce a livello fisico, contribuendo ad apportare benefici sia al sistema nervoso, scheletrico, muscolare e circolatorio, sia all'apparato digerente perché aiuta a prevenire le coliche e i disturbi gastrici" spiega Federica Citarda, insegnante dell'Aimi, Associazione Italiana Massaggio Infantile, alla giornalista che la intervista. "Ma agisce anche sullo sviluppo del linguaggio, migliora il sonno, lenisce i dolori relativi alla crescita e diminuisce la produzioni degli ormoni dello stress.” Ma i benefici si estendono a tutta la famiglia…

Questo è quanto evidenziato da un articolo pubblicato recentemente su Repubblica che conclude proponendo il testo scritto da Vimala McClure Infant massage: a handboock for loving parents, tradotto e pubblicato in Italia, dall’editore Bonomi, con il titolo Massaggio al bambino messaggio d’amore.

 

http://www.repubblica.it/salute/2015/10/05/news/massaggio_ai_bambini-123922363/?refresh_ce

 

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Il Gruppo di Coordinamento “Allattamento al seno” della Regione Piemonte ritiene utile aderire, come ogni anno, alla Settimana Mondiale dell’Allattamento materno (festeggiata in tutto il mondo nella prima settimana di ottobre) organizzando, con la partecipazione delle Associazioni delle mamme presenti sul territorio,  un evento pubblico finalizzato alla Promozione, Protezione e Sostegno dell’allattamento al seno.

La Settimana per l’Allattamento Materno (SAM) – dal 1 al 7 di ottobre tutti gli anni raggruppa gli sforzi di tutti i promotori dell’allattamento materno, i governi, ed enti per sensibilizzare l’opinione pubblica e per generare sostegno, utilizzando un tema diverso ogni anno. Per informazioni consultare il sito WWW.mami.org

L’evento si svolgerà a Torino il 3 ottobre p.v. in Piazza  Carlo Alberto dalle ore 10 alle ore 18 e sarà rivolto a mamme, operatori sanitari e a tutti coloro che possono sostenere le mamme che allattano.

L’intento della giornata è quello di assicurare momenti di informazione,  sensibilizzazione   sul tema “Allattamento e Lavoro”  e momenti di confronto tra operatori e mamme.

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"Ottenere il rispetto delle regole fondamentali di buona educazione e comportamento da parte dei bambini è importantissimo sia per le educatrici che per noi genitori, ma anche per un corretto e sano sviluppo del bambino stesso. D’altro canto, per avere un buon risultato, anche gli adulti devono porsi nei confronti dei piccoli nel modo giusto, ascoltando e rispettando a loro volta le emozioni dei bimbi, specialmente quando sono piccoli.
I bambini imparano a rispettare le regole in maniera graduale, a partire dalla scuola dell’infanzia, dove già si trovano ad interagire quotidianamente con altri, numerosi coetanei. La presenza di regole è fondamentale per lo sviluppo della sicurezza in sé stessi e negli altri e soprattutto perché fornisce loro una percezione di ordine e stabilità.

Con l’ingresso alle elementari la disciplina diventa ancora più importante e aumentano i limiti imposti dagli adulti, ai quali non è raro che i bimbi si ribellino: basti pensare al fatto di dover trascorrere molte ore seduti e in silenzio mentre fino a poco tempo prima tutto il tempo era speso a giocare e divertirsi con i compagni. Ora però, l’età è matura per far comprendere loro i motivi di questi limiti, il perché di un no: in questo modo per il piccolo sarà sicuramente più facile accettarli."

per leggere l'articolo:http://www.lastampa.it/2015/02/23/societa/mamme/salute/pedagogia-e-psicologia/prima-elementare-come-aiutarlo-ad-accettare-le-regole-rrjKzqLQD9UxWYEqesohPM/pagina.html

 

 

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L' associazione aquiloni augura buone vacanze a grandi e piccoli. 

Vi aspettiamo a settembre con le nuove attività. 

Se fossi un medico, prescriverei una vacanza a tutti i pazienti che considerano importante il loro lavoro.
(Bertrand Russell)

 

 

 

 

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"Essere genitori è davvero una grande responsabilità, per una semplice ma fondamentale ragione...

Il papà e la mamma sono il primo e più importante modello a cui il bambino nel corso della propria crescita darà credito. E nonostante nel tempo i punti di riferimento possano divenire anche altri (la scuola, il gruppo dei pari), i genitori, i loro insegnamenti e i messaggi che verranno trasmessi, occuperanno sempre un posto molto importante nell’identità di questo bambino, e successivamente futuro adulto.

I genitori sin dalle prime fasi dello sviluppo danno ai propri figli un imprinting molto importante su come vedere il mondo e come porsi. Se vedersi come persone capaci di affrontare e gestire le situazioni o meno.

Si tratta dell’ autostima che il bambino costruisce a partire dai primi messaggi che riceve, ed esperienze che vive. Immaginiamo che i genitori siano una sorta di specchio nel quale il bambino si riflette. E tale immagine sarà influenzata sia da come i genitori lo vedono, che dal loro modo di comportarsi e porsi nei confronti della vita."

link all'articolo: http://www.eticamente.net/43129/genitorialita-ansia.html

 

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"Un percorso a ostacoli verso la felicità. Quella che non è data in partenza ma che si può trovare mettendosi in gioco, facendo le valigie, andando in cerca di figli che la natura non ha regalato. È la storia de “Il mare non chiude mai”, edito da Einaudi e scritto dalla madre adottiva di 3 bambini russi di 6, 4 e 3 anni.

Amaltea, questo lo pseudonimo scelto dall’autrice per parlare di sè senza tradire la sfera privata, come nel mito greco si prende cura di chi non ha generato. Alla base, un’esperienza nei centri per la cura dell’infertilità. Ma ad essere raccontato è tutto ciò che segue al tentativo di fecondazione assistita. Un percorso a tappe che porta a costruire una vera famiglia.

1. La scelta dell'adozione. Non un piano B ma l'anno zero, quasi una nuova nascita. L'adozione è un altro modo di diventare quel che si vuole prima di tutto essere: madre, padre, genitore.

2. La burocrazia e le domande. Prima della parola del giudice, che rende a tutti gli effetti genitori, ci sono le carte, la burocrazia, gli interrogatori serrati degli assistenti sociali. Un limbo, questo, pieno di domande. Come saranno la maternità e la paternità, cosa si deve fare se i piccoli piangono o non vanno bene a scuola, come gestire, se c’è, una malattia? Pensieri che nemmeno sfiorano la mente di una madre naturale. Ma che accompagnano, invece, e sempre, quella di chi il figlio lo adotta..."

link all'articolo: http://www.huffingtonpost.it/2015/06/09/il-mare-non-chiude-mai-amaltea_n_7542272.html

 

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"Quello che ricercatori e medici non hanno forse fino ad ora tenuto nella dovuta considerazione, tuttavia, è la possibilità di avvalersi di un consulto da parte di una speciale categoria di esperti: i genitori dei bambini.

Le manifestazioni cliniche del disturbo autistico si osservano entro i 3 anni di età, talvolta già a partire dal primo anno di vita, con un’alterazione a livello delle abilità socio-relazionali, della comunicazione e del comportamento. Nello specifico si osserva una generale indifferenza rispetto al contesto relazionale, una marcata difficoltà nel comprendere emozioni e punti di vista altrui e una scarsa iniziativa nei rapporti diretti, anche con i coetanei. I comportamenti emotivo-affettivi nei confronti degli stessi genitori sono tendenzialmente scarsi, per i quali viene sviluppato un attaccamento spesso instabile e frammentario, specie nei primissimi anni di vita.

Le alterazioni delle competenze comunicative si manifestano attraverso la presenza di disturbi molto diversificati tra loro per tipologia e gravità, accumunati quasi sempre da una generale mancanza di intenzionalità comunicativa. Anche il comportamento si mostra alterato, con la presenza di ripetitività, stereotipie, autolesionismo, attività ritualistiche, interessi ristretti, rigidità nelle abitudini, ansia e agitazione. La diagnosi di autismo è prettamente clinica, coadiuvata dall’utilizzo di specifiche scale di valutazione che consentono una valutazione delle tre aree disfunzionali descritte."

Per saperne di più: http://www.stateofmind.it/2015/05/autismo-genitori/

 

 

UnknownCome è cambiato il ruolo materno dagli anni 60 ad oggi? E il ruolo paterno?  La figura materna vista come accudimento e la paterna vista come autorevole e autoritaria, si sono modificate anche grazie ad un profondo cambiamento culturale.

"La mamma è sempre la mamma. Perfino la psicoanalisi ne ha preso atto, dopo aver privilegiato inizialmente il padre. Il primo modello freudiano, come molti sanno, proponeva che lo sviluppo di una psiche matura e stabile dipendesse da uno scontro di personalità: tra i figli che devono conquistare l’autonomia e il padre che deve imporre e trasmettere la Legge morale prima di aprire i cancelli della libertà.

Questo modello è durato fino agli anni ’60, decennio spartiacque. In quegli anni di rivoluzione sociale e culturale, nelle scienze psicologiche il conflitto edipico tra padri e figli fu lentamente sostituito da uno scenario più sentimentale e tranquillo, la cosiddetta relazione di attaccamento tra genitori e figli, in cui l’amore e l’accudimento, soprattutto materni, prendevano il posto della rivalità con il padre. Fu Donald Winnicot il principale autore di questa svolta. In seguito John Bowlby diede una conferma empirica al nuovo modello materno-centrico. Non si pensava più che lo sviluppo della psiche e delle sue deviazioni germogliasse da uno scontro tra Edipo e Laio, ma dall’accudimento sicuro e stabile, assicurato soprattutto dalla madre. Si trattava di un profondo cambiamento culturale.

La severa Torah freudiana era stata sostituita dai Vangeli amorevoli di Winnicot e Bowlby, e un gentile culto mariano subentrava alle tragedie arcaiche. E anche il copione psicoterapeutico cambiò. Non si trattava più di riprodurre in seduta le triangolazioni erotiche e conflittuali edipiche, ma di vivere una relazione tra paziente e terapeuta meno tragica e più gentile e cortese, sia pure con le sue puntate drammatiche. L’inconscio assoluto sembrava svanire, per essere sostituito da un vaporoso stato di semi-coscienza e semi-incoscienza onnicomprensiva. Diventava centrale soprattutto l’affetto trasmesso, il calore e la protezione, la vicinanza sentimentale e continua, l’accudimento sicuro e stabile, assicurato soprattutto dalla madre..."

Per leggere l'intero articolo: http://www.linkiesta.it/mamma-ruolo-rapporto-genitori-figli-psicologia